L’amore per la propria Patria

Sono nato all’estero in una paese situato in nord-africa ex “protettorato” francese e durante tutta la mia adolescenza, per legge in vigore in quel paese ho avuto due nazionalità quella italiana e quella francese ma tutte le volte che vedevo sventolare la bandiera italiana, il nostro tricolore, provavo una grande emozione perchè quella era la “mia” bandiera e ne andavo fiero.

A seguito avvenimenti politici che si sono verificati in quel paese a fine anni cinquanta e inizio sessanta, la mia famiglia ha dovuto lasciare la Tunisia e scegliere se andare in Francia o venire nel nostro paese, l’Italia.

Anche se ancora non ero abbastanza maturo e non spettava certamente a me prendere tale decisione, però il cuore mi portava in questo paese. Arrivati in Italia abbiamo trovato uno Stato non certamente perfetto però c’era un gran rispetto per le Istituzioni, quando si sentiva suonare l’inno nazionale ci si metteva tutti in posa rispettosa, quando si incontravano uomini rappresentanti dello Stato come Carabinieri, Poliziotti, Militari, Guardie di Finanza ecc. si salutavano sempre con il massimo rispetto perchè erano gli uomini dello Stato, quello Stato che vegliava su di noi come una mamma veglia sui propri figli.Siamo andati avanti per alcuni decenni con questo rapporto tra noi cittadini e Stato.

Negli anni ho assistito ad un decadimento generale dove tutto questo è venuto a mancare sempre di più ma ritengo che motivo di questo vada ricercato proprio nella politica, nel sociale per mancanze di risposte da parte di quello Stato che alcuni decenni fa vegliava su di noi e ci dava a noi giovani quelle speranze di poterci costruire il nostro futuro.

Quanta tristezza oggi assistere a tutto questo, il problema più grande è che non vedi futuro non tanto per quelli della mia generazione che ormai per motivi anagrafici sono in pensione ma per i giovani di oggi. A volte mi capita di parlare con qualcuno di loro e vedo nei loro occhi tanta tristezza e mancanza proprio di fiducia nel futuro, di quella fiducia che ha accompagnato noi.

Oggi primo maggio Festa dei lavoratori ” forse cè qualcosa di sbagliato, dei lavoratori, ma quanti sono questi “fortunati” che hanno un lavoro e che oggi festeggiano tenendo conto che però per gran parte di essi quelli che lavorano nei centri commerciali, nel commercio..forse di feste sono rimaste per loro solo i giorni più importanti dell’anno come Natale, Pasqua….e che ormai vedono mettersi in pericolo anche il loro rapporto con la famiglia, lavorano tutti i santi giorni di calendario senza potersi sedere per turni di lavoro, attorno ad un tavolo assieme al marito o moglie, ai figli, ai parenti…

Con grande rammarico devo riconoscere che con questa Italia non ho più nulla da spartire e lo dico con grande dolore, un pensiero va a tutte le generazioni future. Quanta delusione.

1 Comment

  1. Aldo Fanelli says:

    Bien vu Beppe ! En France c’est la même chose ,et nous sommes très mal !

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